L'importanza della Vision Board

L'importanza della Vision Board


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La Vision Board è una tecnica di visualizzazione dei propri desideri e obiettivi. 

Averla sotto mano, o ancor meglio sott’occhio, è consigliabile perché ci permette di non essere travolti dalle cose urgenti, ma non importanti, della quotidianità e di tenere focalizzata la nostra attenzione sugli obiettivi a lungo termine che ci stanno più a cuore, ma che se non vengono “curati” amorevolmente, come una pianta, ogni giorno, difficilmente riusciremo a raggiungerli.

È interessante come per una questione così importante come “dove voglio essere, cosa voglio fare, cosa voglio ottenere, che tipo di persona voglio diventare, come voglio crescere” ci sia bisogno di uno strumento che ce lo ricordi. 

Non è abbastanza importante per far sì che sia sempre nei nostri pensieri?

Per quanto sia assurdo non lo è per vari motivi:

 

  1. Siamo nell’era della distrazione. Non abbiamo la capacità di concentrarci per più di 15, 20, 30 minuti (se siamo bravi)  senza controllare il nostro smartphone.

Lo dicono tutti e ormai è ridondante, sembra essere il solito luogo comune, ma è così purtroppo anche se non ci piace. Basta fare un piccolo esperimento e vedere quanto tempo passa tra la verifica e l’altra di nuove notifiche. E ad ogni notifica scattiamo come dei soldatini all’appello come se stessimo aspettando la notizia dell’anno che ci svolterà la vita. Non siamo più capaci di essere concentrati sul momento presente (qui e ora).

 

  1. La nostra mente è abilissima nel sabotarci.

Come spiega Robin Sharma in “the 5am club”, più ci avviciniamo al nostro vero potenziale più ci troviamo ad affrontare il sabotaggio delle nostre paure. Il nostro cervello ha ancora dei tratti primitivi, vale a dire che, nonostante l’evoluzione, ci sono dei meccanismi che continuano a persistere, anche se ormai viviamo in un contesto differente da quello dell’uomo delle caverne.

In poche parole, l’obiettivo primario del cervello primitivo è la sopravvivenza: è principalmente focalizzato sui pericoli anziché sugli aspetti positivi dell’ambiente che ci circonda.

Di conseguenza, siamo sempre in modalità di ipervigilanza, con annesse tensioni e ansie, anche quando tutto sta andando meravigliosamente. Mentre iniziamo ad evolvere, imparare, crescere, affrontare nuove sfide, il nostro cervello primitivo entra in conflitto e si impaurisce, perché stiamo lasciando la nostra zona di conforto verso una strada inesplorata. In modo spontaneo cerca di farci desistere.

Solo se riusciremo ad affrontare questo ostacolo, riusciremo a raggiungere grandi risultati.

La nostra mente è molto abile e ci presenta questa “sua” paura in modo subdolo come la procrastinazione, l’eccessiva modestia, la dipendenza e altro ancora.

 

  1. Goal diffusion, ovvero dispersione dell'obiettivo.

Spesso non abbiamo la chiarezza sulle nostre priorità e le attività urgenti e non importanti spesso hanno la meglio. Oppure impieghiamo il nostro tempo in attività non importanti e non urgent (La Matrice di Eisenhower)

Il “fare fare fare” diventa improduttivo e ci porta ad essere continuamente impegnati, ma tutti i nostri sforzi risultano inefficaci e dispersivi.

La dispersione dell’obiettivo è strettamente collegata al mito del multitasking alla frustrazione dell’overwhelming, ovvero del sentirsi sopraffatto (vedi l'articolo "Evita il multitasking per essere più produttivo")

 

4.  La paura di fallire.

Forse una vocina dentro di noi ci dice che le nostre azioni quotidiane non sono esattamente in linea con il nostro obiettivo, ma continuiamo a nasconderci dietro alle scuse più comuni, come “non ho tempo, sono stanca, etc”.


Invece di fermarci un attimo e cambiare qualcosa, continuiamo a farci travolgere da mille impegni, senza chiederci se per noi sono veramente importanti, se possono essere gestiti diversamente, se possono essere delegati oppure addirittura eliminati.

Una scrematura delle cose da fare ci permetterebbe di avere più tempo a nostra disposizione e ci costringerebbe a metterci alla prova. Eliminate le scuse, non rimane altro che uscire dalla propria zona di conforto.

 

Ho ideato il Planner STS proprio in risposta all’esigenza di darmi la possibilità di fare un piano per raggiungere i miei obiettivi senza sentire l’affanno, la pressione e la paura di fallire.

Approfondire e padroneggiare un argomento richiede tempo per l’approfondimento e l’applicazione.

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Naturalmente diventa dispersivo approfondire e applicare tutto ciò che un progetto richiede: marketing, SEO, social media, editing, proofreading, traduzioni, etc., quindi l’atteggiamento giusto deve essere una continua gioiosa scoperta, fino a quando non individuiamo ciò in cui siamo brillanti e impariamo a delegare il resto.

Quindi per tornare alla domanda iniziale: abbiamo proprio bisogno di una vision board? La risposta è “Sì”. 

 

La Vision Board ha la funzione di “reminder” delle nostre priorità.

Ci aiuta a ricordarci ciò che vogliamo realizzare, dove vogliamo essere, ma soprattutto ci aiuta a ricordarci che se giorno dopo giorno non facciamo niente, neanche un simple tiny shift, verso la nostra visione, difficilmente l’obiettivo si realizzerà da solo per magia. 

Per questo motivo ho inserito la Vision Board all'interno del Planner STS.: per averla sempre sottomano ed evitare che finisca chiusa in un cassetto!

Inizia e concludi la tua giornata guardando la tua vision board: hai fatto qualcosa oggi che ti ha portato più vicino al raggiungimento della tua visione?

Fai in modo che la risposta sia sempre “sì”.

 

 

 

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