Quando la preoccupazione fa perdere la concentrazione

Quando la preoccupazione fa perdere la concentrazione


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Pianificare nonostante la preoccupazione.

La pianificazione, quella fatta bene, ci aiuta a vivere meglio, a darci una direzione, a non “perdere tempo”, ma, anzi, ad “investirlo” intenzionalmente.

Pianificare non significa solo impostare date e progetti, obiettivi, to-do list. Non è una gabbia. 

Spesso però ce ne dimentichiamo e pensiamo solo ai risultati, quelli ottenuti e quelli NON ottenuti.

Come dico sempre, va bene pianificare, ma ricordiamoci che c’è la vita nel mezzo.

Cosa intendo quando dico “c’è la vita nel mezzo?”

Non siamo macchine e soprattutto non abbiamo il controllo su tutto ciò che succede intorno a noi e talvolta nemmeno su ciò che succede dentro di noi.

Ci sono gli imprevisti, ci sono momenti in cui il terreno manca sotto i piedi, ci sono momenti in cui le preoccupazioni aumentano e prendono il controllo della situazione.

Non vorremmo preoccuparci, ma talvolta i pensieri fanno troppo rumore e non riusciamo a concentrarci.

Iniziamo a lavorare con le migliori delle intenzioni, poi arriva la preoccupazione e perdiamo la concentrazione. Entriamo in un circolo vizioso.

Le preoccupazioni assorbono la nostra attenzione, le nostre energie e il nostro tempo.

Il risultato? Siamo stanchi, stressati, deconcentrati.

Non riusciamo a portare avanti ciò che vorremmo (o lo facciamo con grande fatica) e ci sentiamo sempre più demotivati. Come fare per uscire da questa spirale distruttiva?

Mi capita spesso di parlarne in consulenza, da portarmi a fare una distinzione tra quattro tipi di preoccupazione:

  1. Preoccupazione per il futuro;

  2. Preoccupazione per qualcosa che è successo in passato (e per la quale stiamo rimuginando) e su cui non possiamo intervenire;

  3. Preoccupazione per qualcosa che sta accadendo nella tua vita, ma sul quale non hai il controllo;

  4. Preoccupazione per qualcosa che dipende da noi;


Preoccupazione per il futuro.

Per qualcosa che potrebbe succedere (ma per il momento è solo nella nostra testa) e sulla quale non siamo in potere di intervenire.

Può capitare di preoccuparci per qualcosa che potrebbe succedere e solitamente inizia con “e se…”. Ogni “e se” porta ad un altro “e se”... ad libitum.

Quante volte ti dici "e se...?" e inizi a preoccuparti di cose che non sono ancora accadute?

Ancora. Questo è il punto.

C’è una citazione di Michel de Montaigne nella quale potresti ritrovarti:

"Ci sono state molte cose terribili nella mia vita e la maggior parte non è mai accaduta".


Preoccupazione per qualcosa che è successo in passato.

Chi non ha mai rimuginato su un proprio errore? Chi soffre di eccessiva autocritica?

Chi non ha mai pensato “se avessi detto così…” “se avessi deciso prima”, “se avessi agito prima”... e via dicendo.

L'autocritica è una strategia da usare con cautela. Se usata in modo eccessivo, porta ad una minore motivazione, un peggior autocontrollo e una maggiore procrastinazione.

Invece di fare autocritica, ho inserito in Simple Tiny Shifts la filosofia giapponese Hansei.

Alla fine di ogni mese infatti il Planner STS ti propone questo esercizio di auto-riflessione. Ne parlerò nelle prossime settimane con un articolo dedicato.


Preoccupazione per qualcosa che sta accadendo in questo momento nella tua vita, ma sul quale non hai il controllo.

Hai perso il lavoro, o lo stai per perdere.

Un affare non andato bene.

Una situazione famigliare che ti dà preoccupazioni.

Un amico o un parente che sta poco bene.

Non hai il controllo della situazione, non hai la bacchetta magica.

Sei consapevole che pensarci non aiuta però non puoi farne a meno.

Talvolta restare nella preoccupazione ci fa sentire connessi con il problema, quasi come se avessimo paura di perderlo di vista e quindi perdere il controllo.

La realtà è che spesso non abbiamo il controllo di ciò che sta accadendo e non abbiamo il coraggio di “allontanarci” mentalmente dal problema perché emotivamente siamo ancora connessi e talvolta il senso di colpa potrebbe farci un brutto scherzo.

Ci sono situazioni che non possono essere semplicemente eliminate, così per magia.

Allo stesso tempo siamo impotenti e ci sentiamo senza energia, senza motivazione, senza forza. Cosa fare?

Dobbiamo trovare il coraggio e trovare la motivazione, l’energia per andare avanti e, per lo meno, non peggiorare la situazione.

Potrei dirti “non pensarci”, ma non lo farò perché non funziona.

 ed è successo di recente anche a me stessa, in prima persona. Come affrontare un periodo difficile cercando di rimanere concentrati sul nostro lavoro, sui progetti?

Ci sono situazioni in cui la preoccupazione non può essere eliminata, la preoccupazione esiste, è reale. Il problema è reale.

Per fortuna ci sono alcune strategie che possono aiutarci a mantenere la concentrazione e ritrovare la motivazione. Nessuno dice che è facile, ma con pazienza e una pianificazione creata a misura su di noi, è possibile.


Preoccupazione per qualcosa che dipende da noi.

Finalmente un caso per la quale la preoccupazione rappresenta un vantaggio!

Il segreto è trasformare la preoccupazione in azione.

In questo caso la preoccupazione ci può aiutare a prepararci.

Siamo preoccupati per un esame, un colloquio, un test d’ammissione: invece di dedicare tempo, energia ed attenzione alla preoccupazione, investiamoli nell’azione.

Studiamo di più, studiamo meglio, prepariamoci meglio. 

In questo caso già solo il fatto di agire ci aiuterà a ridurre la preoccupazione.

Parola d’ordine: non aver tempo per preoccuparci perché stiamo occupando il tempo per agire.

"Preoccuparsi è come una sedia a dondolo. Ti darà qualcosa da fare, ma non ti porterà da nessuna parte"

Worrying is like a rocking chair. It will give you something to do, but it won’t get you anywhere.

Erma Bombeck 


Concentrati su ciò che puoi cambiare. 

Stephen Covey distingue il circolo della preoccupazione dal circolo dell’influenza. 

Circolo della preoccupazione: tutte le cose che noi preoccuparsi; preoccupazioni personali e globali

Circolo di influenza — include le cose che abbiamo potere di cambiare.


Cose che non puoi controllare o modificare:

  • Cosa pensano gli altri di te
  • Le condizioni metereologiche (quante volte sei infelice a causa del maltempo?)
  • Cose che hai sbagliato in passato
  • Cosa accadrebbe se...
  • Come ti trattano le persone (o meglio, talvolta puoi cambiarlo, talvolta no...)

Cose che PUOI controllare o modificare:

  • Persone che ti circonderanno
  • Come reagire! (basta pensarci!)
  • Il tuo umore
  • La tua prospettiva
  • Come trascorrere il tempo libero (scorrere i social network o uscire a fare una passeggiata, leggere un libro, passare del tempo con la persona amata, fare sport, suonare...?)
  • Che dire (interessante, eh? trovi di più qui!)
  • Come comportarsi

Inizia con un semplice esercizio

Due semplici domande:

Posso cambiare la situazione? 

Se sì: cosa posso fare qui? 

In caso contrario: smettila di preoccuparti e cambia prospettiva.

Richard Branson dice: "La mia reazione sta aiutando la situazione?" 

Ti renderai conto che la maggior parte delle volte stai sprecando la tua energia in qualcosa che non puoi cambiare.

Lascia perdere e concentrati su ciò che puoi cambiare.


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